Yoga e Qi Gong: un incontro perfetto – Il nuovo programma yoga del Centro Ray

Siamo all’inizio di un nuovo anno di lavoro, di scuola e di scoperte e anche il Centro Ray come ogni settembre, si rinnova con un nuovo percorso Yoga che ci porterà fino all’estate. Ad accompagnarci in questo viaggio alla scoperta del nostro potenziale nascosto sarà nientemeno che…un pacioso bue.

Già posso immaginare qualche faccia perplessa: tranquilli, continuate a leggere e le cose saranno un po’ più chiare. Se invece verrete al Centro, potrete approfondire ogni argomento tramite le dispense mensili che sono distribuite ai nostro Soci e  che includono la scheda delle pratiche yoga per poter praticare anche a casa!

Yoga e Qi Gong: un incontro perfetto

Integrando Qi Gong e Yoga si potenzia il benessere psicofisico. La sinergia fra asana yoga e i movimenti fluidi del Qi Gong aiuta a

  • sciogliere le tensioni
  • migliorare la postura
  • aumentare la flessibilità
  • migliorare l’equilibrio

Le due discipline danzano insieme, lavorando sull’allineamento, la tenuta, il respiro, il flusso energetico, e la postura, si risveglia la consapevolezza del corpo e si ristabilisce la connessione corpo/respiro/mente. Il seguente brano tratto da il Classico della pace , uno dei maggiori testi di Qi Gong taoista illustra un principio basilare del Qi Gong perfettamente applicabile allo yoga:

Abbiamo un corpo e questo corpo è l’unione di fisicità e spiritualità. La forma in sé è morta; è lo spirito a dare vita alla parte fisica. Quando esiste normale armonia fra la parte fisica e quella spirituale, ciò è propizio, se l’armonia è disturbata, la condizione è deleteria. Se non vi è sostanza fisica lo spirito avvizzisce, quando vi è sostanza lo spirito prospera. L’armonia costante unisce lo spirito e la fisicità.

Ok, ma cosa è il Qi Gong?

Il termine Qi Gong non è così antico come forse si può pensare, infatti risale agli anni cinquanta del ‘900. Si riferisce a pratiche note da tempo con altri nomi, come ad esempio: Daoyin  (diffusione dell’energia vitale), Tuna o Tuina (inspirazione/espirazione) e Zuochan (sedersi in meditazione). Queste pratiche, spesso di tradizione millenaria, erano diffusamente praticate in Cina nell’ambiente religioso, medico e in quello delle arti marziali, principalmente allo scopo di favorire la serenità mentale, migliorare la forma fisica e prolungare la vita.

Il termine Qi Gong oggi è comunemente usato in riferimento a tutte quelle forme di discipline psicocorporee che lavorano sul Qi, l’energia che permea l’universo.

Il Qi Gong comprende una vastissima gamma di scuole le cui pratiche che si sono sviluppate nel corso di millenni e nelle quali rientra anche il Tai ji quan che significa “Massimo modo del movimento”.

Lo Yoga

Nelle fonti testuali e archeologiche precedenti al 500 a. C., ci sono poche tracce che indichino l’esistenza di tecniche psicofisiche sistematiche simili a quelle che in seguito saranno definite con il termine “yoga”. Nel Ṛgveda , il più antico testo sanscrito  (XV- XII secolo a. C.) , il celebre inno al saggio dai lunghi capelli sembra rimandare a una tradizione mistica e ascetica simile a quella degli yogi delle epoche successive.

Attorno al 500 a. C., in India compaiono gruppi di asceti definiti Śramaṇaṇ “coloro che si esercitano”, dediti alla ricerca di un modo per porre fine alla sofferenza dell’esistenza umana. Per questo avevano sviluppato una serie di tecniche di meditazione e pratiche ardue indicata con il termine “tapas”, che nei secoli successivi saranno indicate con il termine yoga.

“Yoga” è un termine sanscrito dalla radice yuj- , aggiogare, congiungere, unire, preparare, fissare, concentrare. Nei testi che insegnano lo yoga, il termine può designare da un lato una pratica, o un insieme di pratiche, e dall’altro il fine di tali pratiche.

La ricerca del bue

Eccoci quindi arrivati al nostro “animale guida” di quest’anno! Il bue è un potente simbolo di forza tranquilla, pazienza e duro lavoro. Rappresenta la sottomissione devota, la stabilità e la sacralità. La parabola della Ricerca del Bue è originaria del buddismo Chan cinese. Questa parabola utilizza la ricerca di un bue smarrito da parte di un giovane mandriano per simboleggiare il cammino del praticante verso il risveglio. Il percorso si articola in dieci tappe, a cui si ispiererà anche il percorso del nostro programma Yoga annuale.

Eccole qui:

  1. Alla ricerca del Bue: La ricerca iniziale della verità tra la confusione.
  2. Vedere le impronte: L’incontro con gli insegnamenti o i primi segni.
  3. Vedere il Bue: Uno scorcio della propria vera natura.
  4. Catturare il Bue: Domare la mente attraverso una pratica disciplinata.
  5. Condurre il Bue: Mantenere la presenza mentale per evitare regressioni.
  6. Cavalcare verso casa: Tornare nel mondo illuminati, trascendendo la dualità.
  7. Dimenticare il Bue: La realizzazione che chi cerca e ciò che è cercato sono una cosa sola.
  8. Dimenticare sia il Bue che il Sé: Vuoto assoluto e non-dualità.
  9. Entrare nel mercato: Tornare nella società per aiutare gli altri.
  10. Entrare nel mercato con mani che aiutano: Azione compassionevole priva di attaccamento.

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