Il programma 2
025/2026 del yoga del Centro Culturale Ray comincia ufficialmente questa settimana!
Passeremo quest’anno insieme esplorando uno degli aspetti chiave dello Yoga, ovvero il movimento.
“Ma come?” – penserete voi – “Lo Yoga che pratichiamo al Centro è quasi sempre statico!”
Vero, ma fino a un certo punto! Infatti, per assumere una posizione correttamente, prima di tutto è necessario essere profondamente consapevoli dei nostri movimenti e del nostro corpo. Inoltre, quella che potrebbe sembrare staticità è in realtà un mantenimento costante di equilibrio che, per essere tale ha bisogno di continui aggiustamenti e di un’attenzione continua.
La sorprendente e meravigliosa struttura del corpo umano, con le sue infinite possibilità di azione, rappresenta uno dei miracoli dell’esistenza. Ogni fase del movimento, ogni trasferimento di peso, ogni gesto, rivela un aspetto di noi stessi. I fattori di movimento; tempo, spazio, peso, flusso, costituiscono l’essenza delle posizioni yoga come espressione di arte e di scienza e ci permettono di essere consapevoli dei nostri movimenti e di sperimentare una sensazione di pienezza e vitalità. Ci aiutano a entrare in contatto con il nostro sé, esplorare i nostri limiti e scoprire nuove possibilità. Praticando è importante che ognuno si assuma la responsabilità dei propri limiti il che significa ascoltare ciò che il corpo segnala e rispettarlo. In questo modo si scopre, piano piano, che quei limiti iniziali si espandono perché il corpo è in continuo cambiamento. La vita
è movimento e, in molte tradizioni, il movimento è considerato una fondamentale via di conoscenza, diventa esperienza.
Nel Trattato di Zhang San Feng, considerato il primo e più famoso scritto riguardante le discipline psicocorporee, si legge: “Perfino nel più piccolo movimento, l’intero corpo deve partecipare, leggero e agile, strettamente collegato in ogni sua parte. Il corpo deve essere un tutt’uno, collegato articolazione per articolazione, senza la minima discontinuità. Il movimento è sempre diretto dall’interno, dall’intenzione, mai
dall’esterno, dalla forza muscolare.”
Nella Bhagavadgītā , il Canto del Beato, il maestro Krsna spiega al principe Arjuna che lo Yoga è abilità in azione e in ogni agire l’importante non è “cosa fare” ma “come fare”.
Lo Yoga è esplorazione, ascolto, consapevolezza, fiducia, pazienza, rivelazione, creatività. È arte e scienza.